Claudio Colasanti, nato a Terni il 09 luglio 1932, era l’associato più anziano della Sezione di Lecco.
Nel 1951 si iscrive al corso per arbitri di calcio e nello stesso anno ottiene la qualifica di “aspirante arbitro” e successivamente di “arbitro effettivo”.
Nella stagione sportiva 1963/64 transita nel ruolo degli allora “guardalinee” in lega semiprofessionisti e vi rimane per una sola stagione sportiva. Nella successiva stagione sportiva 1964/65 transita nel ruolo degli “arbitro fuori quadro” ed inizia la sua attività di Osservatore Arbitrale, allora “commissario speciale”, prima in regione e successivamente in Serie D. Il 17/03/1993 è nominato Arbitro Benemerito.
Claudio risiedeva ad Arcore e in quella cittadina lavorava come Capo Stazione delle Ferrovie dello Stato e, nonostante territorialmente fosse più vicino a Monza, non ha mai voluto lasciare la Sezione di Lecco alla quale era legato da tante amicizie. Il fischietto era suo strumento di lavoro (allora il capo stazione dava il via ad ogni treno con fischietto e paletta) e alla domenica era lo strumento principale per il suo hobby: l’arbitraggio.
Claudio era profondo conoscitore del regolamento e molto puntiglioso nel trattare argomenti tecnici nei colloqui di fine gara. Tanti giovani arbitri, soprattutto nei decenni settanta e ottanta, hanno ricevuto consigli preziosi che hanno contribuito alla loro crescita arbitrale.
Potremmo definirlo un “precursore dell’attuale settore tecnico” in quanto, con i mezzi tecnologici dei primi anni ottanta, riusciva a preparare videocassette estrapolando dai filmati trasmessi dalla RAI gli episodi tecnici delle gare di Serie A che utilizzava poi nelle riunioni tecniche in Sezione. Fra coloro che lo hanno conosciuto chi non ricorda le “ore” passate a discutere di regolamento con lui. Le discussioni più “accese” riguardavano soprattutto la regola 14 “il calcio di rigore”; per Claudio ogni rigore sarebbe stato da ripetere all’infinito….. e forse non aveva tutti i torti.
Claudio agli inizi degli anni duemila si è trasferito a Jesi, nelle marche, per ricongiungersi ai suoi familiari dopo la scomparsa della moglie e anche in quell’occasione non ha voluto trasferirsi come associato AIA da Lecco, la “sua sezione” per ben 65 anni.
Solo in questi giorni abbiamo saputo che il 16 novembre 2016 a Jesi Claudio ci ha lasciato e la “sua Sezione” vuole ringraziarlo e ricordarlo semplicemente con un applauso e un Grazie CLAUDIO !!!